Scoperta una specie microbica "mangia asfalto"

di Vito Pietroforte

Scoperta una specie microbica "mangia asfalto"

letto: 128 volte 10 gennaio 2020 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


Microorganismi che utilizzano come fonte di carbonio gli idrocarburi del catrame, sono stati scoperti e sono oggetto di studio da parte del settore Chimica, materiali e Biotecnologie dell'I.I.S.S. Colamonico Chiarulli.

Il sogno di ogni ricercatore microbiologico è quello di isolare una specie di microrganismi capace di ripulire il pianeta dall'inquinamento da idrocarburi e derivati.

Sono già stati fatti studi su alcune specie microbiche idrocarburo-ossidanti analizzando la flora batteria di siti altamente contaminati. Si può citare il lavoro cella dottoressa Valentina IEZZI riguardante l'" USO DEI BATTERI PER RIMEDIARE ALL'INQUINAMENTO DA PETROLIO" pubblicato sul sito www.isavemyplanet.org La Dottoressa Valentina CATANIA nella sua tesi di laurea presso la Università di Palermo esprime un concetto molto importante:nonostante sia ormai noto che le comunità microbiche idrocarburo-ossidanti di siti contaminati svolgano un ruolo fondamentale nell’attenuazione delle aree impattate, c'è ancora una limitata conoscenza dei processi e dei microrganismi coinvolti nella degradazione degli idrocarburi negli ambienti marini. Per superare questi limiti, è di primaria importanza un maggiore approfondimento sulla diversità filogenetica e funzionale delle comunità microbiche potenzialmente coinvolte nella biodegradazione degli idrocarburi. Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno dimostato che i siti altamente contaminati sono inestimabili fonti inesplorate di microrganismi con un alto potenziale per lo studio dei processi di biorisanamento e per lo sviluppo di nuove strategie nell’ambito del risanamento ambientale.

Dirk Schulze-Makuch (Washington State University) ha scoperto complesse comunità di microorganismi in un lago di asfalto sull’isola caraibica di Trinidad.I ricercatori hanno analizzato i campioni provenienti da varie parti del lago e hanno individuato ben 20 tipologie di batteri e 9 di archei, alcuni dei quali mai visti finora.

Queste riflessioni hanno spinto il nostro team di ricerca ad approfondire l'argomento già preso in considerazione quando fu verificato l'inquinamento da idrocarburi del bacino del Pertusillo.In Quella occasione i mass media si occuparono del caso. Il sito Punto e Basta del COVA Contro associazione lucana di volontariato ambientale,riportò il risultato delle analisi un ricercatore sul Pertusillo aveva prelevato campioni d’acqua e dai medesimi era riuscito a sviluppare la coltura di batteri del tipo NOVOSPHINGOBIUM NAPHTA, una notizia scientificamente rilevante perchè apriva l’ipotesi di una popolazione batterica stabile e numerosa indicatrice di una abbondante presenza di idrocarburi nell’invaso.

Capite il grande entusiasmo da parte del team di tecnici ed insegnanti del settore Biotecnologico del "Colamonico Chiarulli" di Acquaviva quando sono riusciti a fare riprodurre una specie microbica fungina offrendo come substrato solo catrame.

Le ricerche continuano coinvolgendo anche gli alunni e si provvederà presto alla analisi tassonomica del microbiota ed alla identificazione mediante sequenziamento del DNA.

Nel settore delle biotecnologie siamo ancora agli albori e tanto c'è da scoprire.Il nostro sogno è che in un prossimo futuro sia proprio un nostro alunno possa finalmente scoprire come rendere il nostro pianeta migliore.



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