NELLA FORESTA DEI SIMBOLI - ROSSANA BUCCI PRESENTE AL MUSEO DI SANT'ORESTE A PALAZZO CACCIA.

di Rossana Bucci

NELLA FORESTA DEI SIMBOLI - ROSSANA BUCCI PRESENTE AL MUSEO DI SANT'ORESTE A PALAZZO CACCIA.

Corato Attualità

letto: 180 volte 30 ottobre 2018 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


NELLA foresta dei simboli. Un gioco per riconoscerci

“ Come echi che a lungo da lontano tendono a un’unità profonda…”
(Baudelaire)

E’ la partecipazione dell’artista coratina Rossana Bucci al Palazzo Caccia a cura di Sandro Signoretti curatore della Casa Museale, nel Comune di Sant?Oreste.

Il progetto parla di alberi come foresta di simboli.

Il termine simbolo deriva dal greco e significa mettere insieme. Nelle foresta dei simboli, le orme sono i simboli che avete lasciato per farvi ritrovare da qualcuno. Che celiate il vostro nome o la vostra identità solo chi è vicino al vostro sentire saprà ritrovarvi. Quello che la razionalità e la scienza non possono sentire, l’amore e l’anima lo trovano con naturalezza e semplicità. E’ la dimensione del sé, che fa decifrare quello che avete nascosto quasi come un lampo, arriva a voi come intuizione estemporanea per legarsi ad una nuova sinapsi risolutiva.

Non esiste un codice nell’arte.

L’arte è libera. Rimandi, ricordi, colori, suoni, odori, profumi fanno parte integrante tutti di un unico essere.
Artista è colui che grazie alla sua sensibilità espande la foresta dei simboli che racchiude se stesso, il suo io e le sue corrispondenze.

Ognuno di noi ha il suo bagaglio che risuona. Ma bisogna trovare chi lo riconosce, lo sa decriptare, solo allora diventi per l’altro potente cassa di risonanza. La comunicazione è intellettiva e l’anima intellettiva percepisce molto prima di quella razionale.
Esistono svariate forme di comunicazione perché comunicare è animale, è puro istinto e l’arte come un’onda d’urto è l’anomalia diversa di un comunicare livelli più alti di percezione. Usare simboli, immagini è l’alchimia che rimanda all’altra parte di noi.
E’ a volte quell’alchimia celata, criptata nel nostro io.

Entrare e ritrovarsi in una foresta di simboli significa anche entrare in un buio smeraldato che appanna l'ombra fitta di incomprensioni lasciate a decantare. Lente risalgono allo spettatore che attraverso l'intimistico impatto emotivo decifra il messaggio dell'artista cerca i simboli lasciati ed entra in un'altra dimensione surreale per giungere a parlare la stessa lingua ma su tutto per innalzare livelli più alti di coscienza.