DIPENDENTE DI UNA SALA BINGO BARI: “DOPO 18 ANNI COSTRETTO A LICENZIARMI PER POTER SOPRAVVIVERE”

di redazione press

DIPENDENTE DI UNA SALA BINGO BARI: “DOPO 18 ANNI COSTRETTO A LICENZIARMI PER POTER SOPRAVVIVERE”

Bari Attualità

letto: 252 volte 14 ottobre 2020 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


Le ragioni per dire addio alla propria azienda possono essere molte, e tutte differenti l’una dall’altra, ma ce ne sono alcune che si racchiudono in un grande senso di vuoto e tristezza. Michele Fioretti dipendente di una sala bingo a Bari, ha rassegnato le dimissioni, dopo 18 anni passati in una sala bingo, per poter usufruire della disoccupazione e sopravvivere, lui e la sua famiglia, dopo mesi e mesi senza prendere lo stipendio. E’ amaro lo sfogo di Michele Fioretti, che da domenica non è più un dipendente di una delle tane bingo di Bari. L’azienda per la quale lavorava Michele, che possiede anche altre sale, ad aprile è stata coinvolta in un procedimento giudiziale, a seguito di una istanza di fallimento da parte della Procura di Bari.

“In primavera – spiega Michele - abbiamo inviato per due volte la richiesta della cassa integrazione, ma per due volte c’è stato un errore nell’invio del modello e quindi siamo rimasti senza soldi. L’ultima tranche di un pagamento mi è arrivata a metà giugno, ora ho consumato tutti i miei risparmi e sono costretto ad abbandonare il mio lavoro per poter andare avanti con i soldi che mi darà la Naspi. Un epilogo amaro dopo 18 anni in cui ho dato tutto me stesso, così come hanno fatto i miei colleghi, alcuni dei quali disperati quanto me, per una lotta alla sopravvivenza, stanno seguendo il mio percorso, costretti a licenziarsi come me per giusta causa.In questi mesi ci ho messo la faccia, mi sono esposto per 100 famiglie che come me vivevano questa situazione, ma a quanto pare non è servito a nulla – prosegue lo sfogo Michele -. Ora ho scelto di riprendermi la mia vita, di riacquisire la serenità perduta. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me in questi anni e quanti mi hanno aiutato ad andare avanti anche economicamente. Mi rimetterò in gioco, - conclude -per me e per la mia famiglia. Sono amareggiato per come sia finita dopo una vita lavorativa passata nel bingo, ma devo guardare avanti. Addio bingo, e che giustizia sia fatta”,

Sulla drammatica vicenda interviene la FISASCAT CISL Bari che esprime “ grande preoccupazione per la continuità aziendale e dei livelli occupazionali considerato che ad oggi sono chiuse tutte le sale bingo specificatamente quella di Bari. La prospettiva del concordato sta producendo forti preoccupazioni, tanto che si sta chiedendo all'amministratore giudiziario Pro tempore di monitorare costantemente la situazione ma senza ad oggi avere delle risposte certe e concrete di quando riaprire le sale bingo. Al momento è stata individuata una nuova società che ad oggi è sotto i riflettori del Monopolio di stato per le verifiche opportune per le concessioni delle licenze. I tempi dettati dai Tribunali e dalla burocrazia tengono in ansia e col fiato sospeso i numerosi lavoratori che attendono di rientrare sui posti di lavoro, chissà quando. L'incertezza per il proprio futuro potrebbe spingere molti altri lavoratori come Michele ad abbandonare il proprio posto di lavoro e per queste motivazioni il sindacato ritiene inaccettabile la perdita dei posti di lavoro”