Omaggio e ricordo di Anna Tandoi, volontaria della casa di riposo "Cappuccini"

di rosanna procacci

Omaggio e ricordo di Anna Tandoi, volontaria della casa di riposo "Cappuccini"

Corato Attualità

letto: 1190 volte 29 ottobre 2020 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


Ci sono persone che dedicano la loro vita agli altri, senza aspettarsi nulla in cambio, se non l' amore stesso che provano e impiegano. Tra queste persone, il cui nome a volte è insignificante sulla terra, ma sarà ben gradito in cielo, c'è Anna Tandoi, per i vicini di casa “ la signorina Tandoi”. Lunedì la sua anima ha lasciato il corpo per andare tra le braccia del Padre, senso ultimo della sua vita. Nata il 28 ottobre 1926, Anna aveva deciso di vivere la sua vita dedicandola al servizio verso il prossimo: era stata in Africa nel 1984 e conservava gelosamente foto e poster che mostrava con semplicità e amore per quelle tenere creature nate sottopeso o malate. La sua salute però non le permetteva di fermarsi lì, così si dedicò alla nascita della casa di riposo “Dono di Speranza” “i Cappuccini” a fianco di Don Luca Masciave' e ai suoi collaboratori.

Casa sua era una sorta di santuario, con immagini e oggetti sacri e, nonostante malattie e problemi di salute, lei continuava a sorridere e dare forza, ad occuparsi a distanza dei suoi nipoti, a pregare e a dedicarsi alla lettura della Parola di Dio in svariati momenti della giornata. Ricordo quando il medico le impedì di recarsi alla Messa quotidiana: ne soffri' molto, poi trovò nell’ ascolto della radio un buon rimedio. Anna, luce di fede e speranza per i suoi vicini, lascerà un grande vuoto, dal 26 ottobre in poi. Purtroppo neanche i nipoti hanno potuto prendere parte alle esequie, causa Covid, ma la sua morte non è stata una morte in solitudine, ma una morte nel silenzio che unisce l'uomo a Dio nella preghiera. Commovente la lettera della nipote Grazia che pubblico, su richiesta della stessa Grazia che, seppur a quasi 900 km di distanza, come gli altri parenti, non ha mai sentito lontano l' affetto dell'amata zia Anna.

Cara zia Anna, con la tua morte si chiude un capitolo molto importante della nostra famiglia. Tu sei stata un riferimento molto significativo per noi nipoti che abbiamo sempre saputo di poter contare su di te, sul tuo affetto incondizionato, sulla tua indiscussa disponibilità. Sei stata una donna forte, determinata, capace di decisioni importanti e significative che hai preso e portato a termine con grande generosità e senza ripensamenti, soprattutto senza mai considerare ricompense di alcun tipo. Ciò che andava fatto, tu lo facevi punto e basta. Il tutto affondava le sue radici nella tua profonda fede in Dio. Sono presenti nella nostra mente e nel nostro cuore tutti i tuoi insegnamenti, soprattutto la tua capacità di farci notare l’ aspetto meno ovvio delle situazioni di cui sapevi dare una lettura sapiente, dettata dalla tua preghiera costante e dal tuo incontro quotidiano con la Parola di Dio. La tua fiducia in Dio era illimitata, la frase che ripetevi più spesso, quando noi ti parlavamo dei nostri problemi, era: il Signore sa. …che voleva dire: abbiate fiducia in Lui, siete in mani sicure, nulla di irreparabile vi può capitare, perché la relazione più importante, quella che dà senso e significato alla vita, è la relazione con Dio che è Padre, soprattutto nei momenti difficili. Un grande impegno della tua vita è stato nei confronti del centro anziani, quello voluto da don Luca, da Giglia, da tante persone generose; hai creduto fortemente alla realizzazione di quel sogno collaborato attivamente che è diventato gradualmente una realtà importante per la tua vita, quasi la tua seconda famiglia cui spendevi gran parte della giornata, dove portavi allegria , canti, giochi a carte ; ma, conoscendoti, anche prese di posizione non sempre benevole, se pensavi che qualcosa non era fatta nel modo giusto o che in qualche modo potesse essere lesivo del benessere dei tuoi amati anziani. Ogni tanto raccontavi che avevi trascorso la notte al capezzale di un moribondo, da cui andavi via solo quando la tua presenza non era più indispensabile. Ci sentivamo tutte le mattine e tu, quando stavi ancora bene raccontavi, mi consigliavi, eri la mia catechesi personale tanto. . Questi momenti ora non ci saranno più e mi mancheranno davvero. Non avrei mai pensato di non poterti stare vicina negli ultimi giorni della tua vita terrena. Invece è andata proprio così . Mi conforta, però, la consapevolezza che, comunque, hai avuto accanto a te persone amiche che ti hanno accudita, curata, seguita, accompagnata con serietà e professionalità. Mi riferisco al tuo medico, Michele Capogna, che ti ha seguita come una zia, al personale infermieristico della casa di riposo “dono di speranza”: Rosalba, Teresa, la tua omonima Anna e tante altre di cui non ricordo il nome , ai componenti dell’ amministrazione che ti hanno accolta come una vecchia amica, a tutti loro va la mia riconoscenza e il mio grazie più sentito. Sono stati la tua famiglia, in questi mesi in cui non era sempre possibile venire a trovarti. Un grazie grande va anche a tutte le persone amiche, ai vicini di casa che hanno fatto compagnia e a accudita con grande generosità. Anche loro sono stati un po’ la tua famiglia. Ora so che sei in pace, nella gioia e nella luce di Dio, contornata da tutti i tuoi e nostri cari di famiglia , so che continuerai a proteggerci e a seguirci. Ciao, cara zia Ninì, festeggia in cielo oggi il tuo novantaquattresimo compleanno.