Educhange: l’incontro fra le patrie culturali all'ITET “Tannoia” di Corato

di Claudio Rocco

Educhange: l’incontro fra le patrie culturali all'ITET “Tannoia” di Corato

Corato Attualità

letto: 208 volte 7 febbraio 2019 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


Possono stare insieme multiculturalità e sentimento nazionale? In un tempo in cui si affermano “ismi” sempre più improbabili -dal sovranismo al buonismo e via rinominando- c’è spazio ancora per una lingua meno debole e capace di trasmettere qualche significato non equivocabile? La scuola prova a cercarlo questo spazio necessario per riformulare idee che sembravano acquisite al Diritto e perfino al senso comune ma che, private dei loro riferimenti, subiscono l’aggressione di neologismi che aspirano ad essere anche idee nuove. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: idee trasformate in slogan, pensati male e ripetuti peggio.

All’ITET “Tannoia” si tenta di rimettere le idee sulle loro gambe, non soltanto per riconoscerne l’importanza storica ma anche per verificarne limiti e inadeguatezza quali a volte si manifestano nel loro contatto con la realtà in rapida trasformazione. E allora si scopre che si possono tenere insieme multiculturalismo e identità nazionale solo che si voglia attribuire centralità alle patrie culturali e linguistiche, alle patrie costruite dai popoli attraverso le generazioni. Le patrie si amano tutte proprio per questo, e non ce n’è una più necessaria delle altre.

E per la stessa ragione -perché nel lavoro costruttivo dei popoli ritroviamo una parte del nostro lavoro e della nostra presenza nel mondo- si può e si deve amare la propria patria.

Su questi presupposti l’incontro con altre culture e con altre lingue avviene come deve avvenire: tra diversi che si riconoscono portatori di storie diverse e che per questo possono parlarsi e ri-conoscersi. Occorre sapere chi si è per poter conoscere gli altri.

Questa è l idea di accoglienza che da qualche giorno sta vivendo a Corato, al “Tannoia”, Daviti Mikaberidze, studente universitario georgiano, iscritto alla International School of Ecnomics di Tbilisi. Lo ha portato qui l’impegno del Dirigente scolastico prof.ssa Nunzia Tarantini nella valorizzazione delle occasioni di ampliamento dell’orizzonte formativo ed educativo degli studenti. Lo ha portato a Corato il progetto “Educhange” il cui obiettivo fondamentale è la sensibilizzazione e l’approccio degli studenti a un contesto multiculturale internazionale. Lo ha portato al “Tannoia”, dove resterà fino al 18 marzo, la propria determinazione di volontario dello scambio culturale che punta all’ integrazione tra i popoli. Volontari sono i giovani universitari che trascorrono 6 settimane in una realtà diversa dalla propria, utilizzando la lingua inglese come veicolo di scambio e di condivisione delle proprie esperienze.

Lo hanno portato qui anche la disponibilità della prof.ssa Lucia Leuci a offrire ospitalità in casa sua, e la convinzione del team delle docenti di Lingua Inglese, prof.sse Anna Tucci, Lucia Arcadite, Francesca Auricchio, Matilde Ippedico, Mariarosa Cianciaruso.

Molteplici gli obiettivi del progetto che coinvolge le classi del primo e del secondo biennio. L’incontro dei ragazzi con Daviti consentirà loro, infatti, di avvicinare un contesto multiculturale e internazionale, di migliorare la comunicazione e la comprensione in lingua inglese, di farsi mediatori di sensibilizzazione dei loro coetanei riguardo tematiche quali i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale, l'adattamento e la riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane. Temi, questi, alla cui discussione e approfondimento Daviti presterà la sua esperienza di studente e di cittadino georgiano. A Daviti la comunità del “Tannoia” rivolge il suo caloroso benvenuto.


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