Intercultura al Tannoia di Corato: giovani in partenza verso il mondo

di Claudio Rocco

Intercultura al Tannoia di Corato: giovani in partenza verso il mondo

Corato Cronaca

letto: 141 volte 10 ottobre 2018 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


Ragazzi, trascorrere un periodo in Paese estero non significa soltanto avere l’opportunità di migliorare la conoscenza di una lingua straniera, o di impararla, ma soprattutto vuol dire aprirsi al cambiamento e diventare più disponibili a mettersi in gioco” dice convinta Noemi Diaferia che è stata in Russia.

Intercultura ha presentato i suoi progetti all’ITET “Tannoia” di Corato, e lo ha fatto naturalmente nel modo più efficace, facendo testimoniare i ragazzi e le ragazze coinvolti nelle loro iniziative di scambio internazionale. A sentirli, questi giovani, si resta colpiti dalle espressioni che ricorrono nei loro racconti: “accettare la sfida”, “mettersi in gioco” sono le più ricorrenti. Hanno vissuto la propria capacità di staccarsi per un certo tempo dalle sicurezze della famiglia e della cerchia degli amici e dei conoscenti, come un’avventura, e un atto di coraggio. E ora invitano i giovani soltanto un po’ più giovani di loro a sentire la stessa spinta interiore ad aprire i confini del proprio mondo, a superare le barriere interiori e quelle esteriori. Noemi ha fatto di quell’esperienza il volano della sua formazione universitaria valorizzando le conoscenze acquisite in Russia per il suo percorso di laurea.

L’incontro è stato organizzato dal prof. Giuseppe Barbone che si è prodigato per renderlo possibile spronato dall’entusiasmo del dirigente scolastico prof.ssa Nunzia Tarantini.

Massimiliano Lotito, che come Alessia Latti è stato in Brasile e ora di Intercultura è diventato un collaboratore -lo diventano in molti perché vogliono restituire in impegno quanto Intercultura ha dato loro materialmente- ammonisce: “In Brasile alle 9 di sera c’è il coprifuoco. I giovani restano in casa perché è pericoloso purtroppo restare in strada dopo quell’ora. Ma vi assicuro, ragazzi, che malgrado ciò i brasiliani sono persone molto accoglienti e io ho trascorso mesi indimenticabili grazie a loro. I miei giovani amici mi hanno fatto sentire subito uno di loro condividendo studio e divertimento. E’ una sfida da cogliere”.

Non è proprio facilissimo riuscire a partire con Intercultura, associazione che ha il merito storico di far incontrare le persone di tutto il mondo attraverso scambi di ospitalità che hanno la durata minima di alcuni mesi e che possono protrarsi fino a un anno. Bisogna superare un test attitudinale che verifichi la capacità di adattamento e la motivazione dei giovani che intendono restare all’estero per lunghi periodi, ospiti di famiglie che li accoglieranno nel migliore dei modi. Intercultura le seleziona le famiglie che sostituiranno per un po’ quelle di appartenenza dei giovani, e copre per intero o per gran parte le spese di viaggio e di mantenimento dei ragazzi: un’opportunità unica per conoscere il mondo. Il prof. Victor Motti responsabile-scuola di Intercultura, lo spiega bene: “molto spesso è capitato che l’esperienza di vita in un paese estero abbia portato i ragazzi che l’hanno vissuta a capire meglio se stessi e le proprie inclinazioni di studio e professionali, letteralmente aprendo loro orizzonti prima neppure immaginati, e cambiando le loro vite. Invito tutti a provarci, ma occorre volerlo davvero”.


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