7 FEBBRAIO: GIORNATA CONTRO IL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO

di Vito De leo

7 FEBBRAIO: GIORNATA CONTRO IL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO

Terlizzi Attualità

letto: 78 volte 6 febbraio 2018 Non raggiunti il minimo di 3 voti.


I bambini oggi sono molto più soli di quanto non siano stati in passato. E lo sono anche i genitori e gli insegnanti. Ecco perché a scuola occorre fare rete tra gli insegnanti per tesaurizzare e condividere le esperienze e le informazioni. Bisogna essere capaci di tornare ad essere di nuovo vicini ai propri figli e agli alunni, rimettendo in moto il circuito affettivo che in molti casi risulta interrotto.
Virtuale o fisico che sia, il bullismo, diretto o indiretto, non va ignorato. In occasione della seconda edizione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, fissata per il 7 febbraio, ritengo opportuno ricordare ai lettori il mio libro pubblicato all’indomani della mia ultradecennale esperienza, prima di docente e poi di operatore psicopedagogico nelle scuole medie, intitolato “Il Bullismo: profili, riflessioni e proposte” nel quale ribadisco che tra i punti cruciali resta l’educazione per far sì che i giovani e le giovani rifiutino l’odio online e che sappiano come agire se diventano vittime di cyberdiscriminazione e di cyberbullismo.
Bullismo e Cyberbullismo: un fenomeno da contrastare efficacemente. Il ruolo attivo e responsabile di ogni ragazzo e ragazza e l’uso consapevole della rete familiare, sociale e scolastica sono gli obiettivi principali dell’evento promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale contro il bullismo. Le studentesse e gli studenti, gli istituti scolastici e i partner che aderiscono all’iniziativa condivideranno e rilanceranno attraverso i loro canali di comunicazione il “Nodo blu”, simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il bullismo.
Il problema del bullismo digitale è drammatico. Secondo i dati Skuolanet, Censis e Polizia postale il 6% degli adolescenti e preadolescenti in Italia è vittima di cyberbullismo; l’11% di questi ha tentato il suicidio; il 50% delle vittime è autolesionista e ha pensato al suicidio.
In alcuni casi si fa riferimento a situazioni di derisione e insulto, in altre a forme di minaccia e di estorsione, in altri ancora a vere e proprie forme di aggressione o di persecuzione fisica. La vittima si sente isolata ed esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo perché teme rappresaglie e vendette.
Il bullismo crea un clima di tensione che va ad influenzare la famiglia, la scuola e le altre istituzioni sociali, nonché il futuro stesso della persona. Cerchiamo di fermare tutto questo, per un futuro più armonioso e pieno di sogni. La campagna antibullismo deve essere forte ed efficace, in particolare nella sfera educativa. L’arma ideale, infatti, è sempre l’educazione che deve prima di tutto partire dalle famiglie essendo il nucleo primario sia della vittima che del suo persecutore.
Agli insegnanti rinnovo l’invito espresso tante volte nella presentazione del mio libro: parlatene nelle classi, fate capire agli studenti quanto sono gravi gli episodi di bullismo e in ogni modo PARLATENE, PARLATENE, PARLATENE! Organizzate questionari, incontri, riunioni, parlate del problema, non tenetelo nascosto, fate in modo che la scuola diventi nuovamente la culla della cultura!
Alle vittime del bullismo suggerisco: parlane con i tuoi insegnanti o altri adulti, se hai paura chiedi a un amico di accompagnarti; parlane con la tua famiglia; parlane sempre, non isolarti e ricordati che coloro che esibiscono prepotenza nei tuoi confronti lo fanno perché a loro volta sono degli insicuri e delle persone problematiche ed hanno bisogno di attirare l’attenzione su di sé in modo squilibrato. Non sei tu ad essere sbagliato ma sono i prepotenti che sbagliano e non ti devi vergognare di ciò che ti accade ma devi reagire e cercare di aiutare coloro che sono vittime come te di atti di bullismo cercando di capire come risolvere il problema insieme.
Vito De Leo